PARMA, LE CINGHIATE AI PROFESSORI E LO STATO CHE HA PAURA DI FARSI RISPETTARE



A Parma due professori vengono aggrediti dopo aver semplicemente richiamato alcuni ragazzi che stavano creando disturbo in strada. Uno dei docenti sarebbe stato colpito perfino con una cintura. Una scena degradante, ancora più inquietante per un dettaglio: attorno c’erano persone che filmavano invece di intervenire.
Ma il problema non è soltanto l’aggressione.
Il problema è ciò che arriva dopo.
La scelta di non denunciare “per privilegiare un percorso educativo” rappresenta ormai il simbolo di una società che ha smarrito il significato stesso dell’autorità. Perché educazione e responsabilità non sono concetti alternativi. Una società sana educa, certo, ma quando necessario sanziona anche. Altrimenti il messaggio che passa è devastante: lo Stato può essere umiliato senza conseguenze reali.
Negli ultimi anni abbiamo trasformato qualsiasi richiamo all’ordine in un tabù. La disciplina viene spesso descritta come repressione, l’autorevolezza come autoritarismo, il rispetto delle regole come qualcosa di antiquato. E così gli adulti arretrano. Insegnanti, istituzioni, famiglie: tutti terrorizzati dall’idea di apparire troppo severi.
Nel frattempo cresce una generazione che ha imparato una lezione molto semplice: sfidare le regole conviene.
Chi aggredisce un professore non sta “esprimendo disagio”. Sta compiendo un atto gravissimo contro una figura che rappresenta lo Stato, l’educazione e la convivenza civile. Minimizzare tutto questo dietro formule psicologiche o pedagogiche significa soltanto indebolire ulteriormente chi ogni giorno prova a mantenere un minimo di ordine nelle scuole e nelle città.
La verità è che oggi molti cittadini percepiscono un vuoto di autorità. E quando le istituzioni danno l’impressione di avere paura perfino di denunciare un’aggressione, quel vuoto diventa ancora più evidente.
Difendere gli insegnanti, le forze dell’ordine e chi rappresenta lo Stato non significa invocare repressione cieca. Significa ristabilire un principio fondamentale: le regole esistono e devono avere conseguenze concrete.
Perché una società incapace di difendere i propri educatori è una società che sta lentamente rinunciando a educare davvero.
E il punto più inquietante è proprio questo: non stiamo perdendo il controllo perché mancano le leggi. Lo stiamo perdendo perché manca il coraggio di applicarle.

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