Il paradosso di Sandro Castro e la nostalgia comunista della sinistra radicale
Quando un Castro parla di capitalismo, il mondo politico si ferma per un attimo.
Non perché il capitalismo sia improvvisamente diventato rivoluzionario, ma perché a dirlo è Sandro Castro, nipote di Fidel Castro, il leader della rivoluzione cubana che ha costruito uno dei regimi comunisti più longevi del mondo.
In un’intervista recente ha affermato una cosa sorprendentemente semplice:
secondo lui la maggior parte dei cubani vorrebbe vivere in un sistema capitalista, non comunista.
Una frase che, detta da un Castro, ha un valore simbolico enorme.
Ma il vero paradosso non è a L’Avana.
È spesso nelle piazze europee.
Il comunismo invocato da chi non lo ha mai vissuto
In Italia esiste ancora una parte della sinistra radicale che continua a evocare il comunismo come se fosse un orizzonte politico desiderabile.
Lo si vede nei cortei, negli slogan, nei simboli.
Falci, martelli e rivoluzioni.
Il punto curioso è che tutto questo accade in uno dei paesi più liberi del mondo.
Un paese dove:
si può criticare il governo liberamente
si possono organizzare manifestazioni
si possono fondare partiti politici
si possono pubblicare opinioni senza censura
In altre parole, un paese che offre esattamente quelle libertà che i regimi comunisti storicamente hanno limitato.
Il paradosso delle democrazie libere
Le democrazie liberali hanno una caratteristica particolare.
Permettono anche a chi le critica di farlo liberamente.
È uno dei motivi per cui in Europa è possibile trovare manifestazioni che inneggiano a sistemi politici che, se fossero realmente applicati, probabilmente non permetterebbero quelle stesse manifestazioni.
È il paradosso della libertà.
Cuba e la prova della realtà
A Cuba, dove il comunismo non è uno slogan ma una realtà vissuta da oltre sessant’anni, il dibattito è molto diverso.
Lì il problema non è organizzare l’ennesimo corteo rivoluzionario.
Il problema è far funzionare l’economia.
Garantire energia elettrica.
Ridurre la burocrazia.
Permettere alle persone di lavorare e produrre ricchezza.
È esattamente per questo che le parole di Sandro Castro hanno fatto tanto rumore.
Perché arrivano dall’interno di una storia politica che ha sempre costruito la propria identità contro il capitalismo.
La differenza tra ideologia e realtà
La distanza tra certe piazze europee e la realtà cubana racconta molto della politica contemporanea.
In alcune parti del mondo il comunismo è ancora un simbolo romantico.
In altre parti del mondo è una struttura economica con cui le persone devono convivere ogni giorno.
E quando la realtà entra nel dibattito, spesso succede qualcosa di interessante.
Le ideologie diventano meno affascinanti.
Il punto di Futuro Razionale
Criticare il capitalismo è legittimo.
È anzi necessario in una società aperta.
Ma la critica diventa credibile solo quando si confronta con la realtà.
Ed è forse questo il vero insegnamento involontario delle parole di Sandro Castro.
A Cuba il problema non è organizzare una rivoluzione.
È capire come far funzionare un paese nel mondo reale.
E forse proprio per questo motivo succede una cosa curiosa.
Mentre in Europa qualcuno continua a invocare il comunismo,
a Cuba sempre più persone sembrano chiedere qualcosa di diverso.
Commenti
Posta un commento