Oltre l’oltre-uomo: il cittadino responsabile


Nel dibattito contemporaneo si parla spesso di libertà come rottura, di emancipazione come superamento, di forza come affermazione individuale.
In questo clima culturale, il pensiero di Friedrich Nietzsche torna ciclicamente a sedurre: l’idea dell’uomo che crea i propri valori, che rompe con la morale tradizionale, che si afferma oltre le regole comuni.
L’oltre-uomo è l’individuo che non accetta limiti imposti.
Che non si piega alla morale della massa.
Che costruisce sé stesso al di sopra delle convenzioni.
È una visione potente.
Affascinante.
Radicale.
Ma è una visione che nasce in un contesto filosofico preciso: la crisi dei valori tradizionali dell’Europa ottocentesca.
La Costituzione italiana nasce da un’altra crisi:
non quella dei valori, ma quella della loro distruzione.
La Costituzione non supera: fonda
La nostra Carta fondamentale non invita a creare nuovi valori personali.
Stabilisce valori comuni.
Dignità.
Uguaglianza.
Solidarietà.
Responsabilità.
L’articolo 2 parla chiaro: la Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’uomo e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Non è una morale imposta dall’alto.
È un patto civile.
Nietzsche teme che la morale collettiva soffochi l’individuo.
La Costituzione teme che l’individuo senza regole distrugga la comunità.
Sono due paure diverse.
Due diagnosi opposte.

Libertà non è assenza di regole
C’è un equivoco moderno che confonde la libertà con la sottrazione a ogni vincolo.
Ma la libertà costituzionale non è anarchia.
È libertà dentro un ordine.
È la possibilità di realizzarsi senza schiacciare gli altri.
È la possibilità di crescere senza distruggere il patto comune.
Nietzsche esalta la volontà di potenza.
La Costituzione tutela la dignità universale.
Nietzsche valorizza la differenza di forza.
La Costituzione rimuove gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza sostanziale.
Qui sta il nodo centrale.
Non serve un oltre-uomo
Non abbiamo bisogno di uomini che si pongano al di sopra delle regole.
Abbiamo bisogno di cittadini che le comprendano.
Non serve superare la morale comune.
Serve renderla praticabile.
La vera forza non è rompere l’equilibrio.
È mantenerlo.
La vera grandezza non è dominare.
È contribuire.
L’autorealizzazione non nasce contro la comunità.
Nasce dentro di essa.

Futuro razionale: la terza via
Non siamo figli del pessimismo che vede solo decadenza.
Non siamo figli del titanismo individualista che vuole superare tutto.
Siamo figli della realtà.
Crediamo che l’uomo sia al centro.
Ma non isolato.
Interconnesso.
Crediamo nella libertà.
Ma accompagnata dalla responsabilità.
Crediamo nella forza.
Ma come capacità di costruire, non di rompere.
Un sistema civile non ha bisogno di eroi solitari.
Ha bisogno di persone che fanno il proprio dovere anche quando nessuno guarda.
Non dobbiamo inventare nuovi valori.
Dobbiamo applicare quelli che abbiamo già scritto nella nostra Costituzione.
In estrema sintesi:
L’oltre-uomo è un’immagine potente.
Ma il cittadino responsabile è più rivoluzionario.
Perché la vera rivoluzione non è superare il mondo.
È farlo funzionare.
E farlo funzionare richiede qualcosa di meno spettacolare, ma molto più difficile:
Metodo.
Equilibrio.
Responsabilità.
Questo è il futuro razionale.

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